Vitigni Siciliani: Scopriamo quelli autoctoni

Cosa sono i vitigni autoctoni

Per capire esattamente cosa sono i vitigni autoctoni è necessario prima parlare della vitis vinifera, ovvero la vite comune. Questa pianta presente da circa un milione di anni nel nostro pianeta è originaria del Caucaso e predilige il clima temperato. Quando si parla di vitino autoctoni così, si fa riferimento non soltanto al vitigno originario di uno specifico territorio ma anche al vitigno che nel corso del tempo riesce a divenirne parte integrante dopo una lunghissima permanenza.

Per tale ragione ad oggi alcuni vitigni vengono appunto definiti autoctoni. Nonostante le modifiche svolte su un dato luogo, il vitigno è riuscito ad assorbire tutte le sue caratteristiche principali che lo rendono davvero unico. I vitigni autoctoni sono definiti inoltre indigeni proprio per questo importante principio. In tutta Italia sono oltre 350 le varietà presenti.

I vitigni autoctoni siciliani e la loro storia

Attualmente è impossibile negare che la regione siciliana stia vivendo, soprattutto negli ultimi decenni, un rinascimento vero e proprio nel campo della vitivinicoltura.

I vini isolani riescono infatti sempre di più a conquistare il palato e l'affetto di un grande pubblico oltre che della critica di intenditori del settore. Non è raro appunto che i vini siciliani sia apprezzati e conosciuti anche nel resto del mondo. I numerosi popoli, che sono approdato in Sicilia, hanno fin da subito compreso le potenzialità delle viti, tanto che gli antichi Greci amavano chiamare questa regione la terra del vino.

Nei tempi moderni, commercianti e noti navigatori, si recavano con frequenza in Sicilia per poter gustare ed apprezzare fino in fondo il nettare delle sue uve. Dopo il secondo dopoguerra inoltre, tutti coloro che scelsero di dedicarsi alla produzione dei vini, iniziarono ad aprire delle piccole aziende. Da qui sono nati così i vini siciliani, frutto del duro lavoro in cantina e in vigna e della passione verso questo mondo.

Quali sono i vitigni autoctoni siciliani

I vitigni autoctoni siciliani vantano delle caratteristiche ben precise e si concentrano in alcune tipiche specialità. Tra di questi vi sono: il nerello mascalese, il nerello cappuccio, il carricante e il minnella. Le viti che ormai da tantissimi anni vengono coltivate e prodotte sull'Etna, fino ad un'altezza di oltre 1000 metri sul livello del mare, sono di varietà Nerello. Tale vitigno, risale a ben oltre quattro secoli fa e anticamente veniva chiamato Niuriddu Mascalisi.

In passato e per diversi anni, il Nerello è stato coltivato solamente nelle provincie di Catanie e Messina ma a partire dagli anni '80 la diffusione è avvenuta anche in altre zone della Sicilia. La resa produttiva è pero condizionata in qualche modo dal versante dell'Etna, dal sistema di allevamento, dalle pratiche colturali impiegate e dalla densità dell'impianto. Le caratteristiche principali del Nerello possono venire inoltre riscontrate nella foglia pentagonale molto grande e il lungo grappolo con acini dalla forma oblunga.

La polpa è poi molle e succosa. Le uva vengono vendemmiate a partire dalle seconda metà del mese di ottobre e una volta passato il periodo di fermentazione il vino finisce nelle botti di piccole dimensioni dove rimane per più di un anno a fermentare. Il coloro del vino è di un rosso intenso mentre al palato vanta una tannicità discreta insieme ad alcune sensazioni gradevoli e armoniche.

Il Nerello cappuccio

Le origini del Nerello capuccio non sono ancora oggi note. Le uniche notizie sulla sua storia fanno riferimento al suo allevamento presso dei vigneti etnesi. Il grappolo del Nerello cappuccio si presenta corto mentre gli acidi hanno una grandezza nella media.

L'uve nascono tardi, spesso interno alla seconda settimana di ottobre e una volta che vengono vendemmiate necessitano della macerazione sulle bucce. Nonostante il Nerello cappuccio faccia parte della stessa varietà dal Nerello Mascelese, essi vantano delle differenze ben precise fra di loro che riguardano soprattutto i polifenoli e gli aromi contenuti nel vitigno. Durante gli ultimi anni però vi è stato un abbandono progressivo dei viticoltori verso questa specie di uve, tanto che per un certo periodo di tempo si pensava che la specie potesse estinguersi velocemente.

Una buona notizia giunge tuttavia da questo fronte recentemente: vi è stata una graduale rivalutazione e riscoperta del vitigno Nerello cappuccio con risultati davvero straordinari. Ora il Nerello cappuccio non rischia più la tento temuta estinzione.

Il Carricante

Un altro vitigno antico autoctono siciliano è il Carricante. Per oltre un secolo il vitigno ha presentato un'uva bianca molto diffusa nella provincia di Catania mentre dopo gli anni '50 vi è stata un'inversione di tendenza. La produzione è passata infatti presso le falde del vulcano sul lato est. I grappoli presentano una lunghezza nella media con acidi non troppo fitti.

I vinti che il Carricante è in grado di garantire contengono poco potassio, un alto contenuto di acido malico e un'elevata acidità. Proprio per questa serie di caratteristiche, già dagli anni passati, i viticoltori erano soliti lasciare il vino nelle botti in modo tale da poter smorzare l'acidità e la malolattica.

Il Minnella

Tra i vari vigneti siciliani è molto facile andare alla ricerca di un vitigno a bacca bianco con grappolo grandi e la forma allungata. Si rispecchia perfettamente in queste caratteristiche il Minnella. Il vitigno è stato scoperto diversi anni fa sulle vigne dell'Etna però le notizie sulle sue origini non sono ancora del tutto note.

L'uva matura tra la seconda e la terza settimana di settembre, quindi molto in anticipo rispetto agli altri vitigni che vantano invece una maturazione decisamente più tardiva.

Il processo di vinificazione avviene insieme ad altri vini come Inzolia e Catarratto e la fermentazione si svolge nei serbatoi d'acciaio, ad una temperatura costante di 18-20 gradi. Il vino prodotto presenterà così un caratteristico colore paglierino oltre che una gradazione compresa fra i 9 e gli 11 gradi.

Considerazioni finali sui vini autoctoni siciliani

Appare evidente così infine che la regione Sicilia, andando alla scoperta degli antichi vitigni è riuscita a creare un profondo legame con il territorio. Le produzioni di vini recenti hanno permesso di ottenere un doppio risultato: evitare la scomparsa della loro produzione e la possibilità di produrre vini di ottima qualità.

I vini autoctoni siciliani assicurano un importante traguardo non soltanto all'interno della singola regione o nel Bel Paese ma anche all'estero, con riconoscimenti che comprendono tutto il mondo. Importante è stato ed è tutt'ora oggi il lavoro svolto dagli appassionati di questo settore che nonostante le continue difficoltà riescono a produrre un vino davvero spettacolare.

Ogni momento da trascorrere così in compagnia insieme ad amici o parenti, diventa perfetto per assaggiare e rendere il piatto ancora più interessante con i particolari vini autoctoni siciliani.

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